Perché tenere un diario personale dell’orto?

Perché tenere un diario personale dell’orto? Bella domanda. Se hai più di sei anni, sicuramente sai che scrivere è una pratica lenta. La scrittura segue il ritmo dei nostri pensieri ma può andare solo alla velocità del nostro braccio e secondo la forza della nostra mano. E questa è la prima risposta: scrivere, in generale, aiuta a rallentare i pensieri, a riordinarli, a soffermarsi. Il problema è che a volte non si sa cosa scrivere. E questa è la seconda risposta: scrivere dell’orto è facile, ti basta guardarlo e descriverlo, ti basta lavorarci e raccontartelo, a parole tue.

E siccome io sono fissata col numero tre, eccoti la terza risposta: se scrivi dell’orto lo impari. Impari dai tuoi errori e dai tuoi successi; se la memoria non è il tuo forte puoi rileggere quello che hai scritto, anziché scervellarti (sempre se ti ricordi di aver dimenticato). Impari, perché scrivendo memorizzi anche senza volerlo; e memorizzi perché scrivendo entri meglio nell’atmosfera del tuo orto, cogli meglio i dettagli, ti vengono idee per l’orto e… Sì, scriviti anche le idee strane, sulla carta non sono impegnative, e allo stesso tempo scrivere le idee è il primo passo per realizzarle.

Se poi ti piace sognare per immagini, crea su pinterest la tua personale bacheca L’orto dei sogni, come ho fatto io.

Perché tenere un diario personale dell'orto?
Perché tenere un diario personale dell’orto?

Se scrivi dell’orto lo impari.

Se sei principiante, ma vuoi tanto tantissimo imparare a fare l’orto – un orto biologico, ben inteso – la prima cosa che farai sarà cercare informazioni, e queste informazioni le dovrai leggere o ascoltare. Questa è la parte in cui ricevi, ma ricorda che devi anche dare. A chi? A te!

Datti il tempo di assimilare le informazioni, datti la possibilità di provare e di sbagliare, e datti due dritte per iscritto da sbirciare all’occorrenza. Hai presente i bigliettini a scuola? Scriviteli sul diario dell’orto così puoi copiarli più facilmente! Se hai seguito i precedenti post sull’argomento agenda-diario, sai già come si inizia: scrivi sul tuo quaderno “il mio orto nel 2018”, fai la lista degli ortaggi che vorresti, prendi le misure dello spazio che hai a disposizione e poi cerchi informazioni.

Puoi cercare informazioni sulla coltivazione biologica sui libri (per esempio in biblioteca), su internet (per esempio su youtube) o qui nell’orto di Elle e Alli, dove finora abbiamo parlato di compost, di semine e di fiori e erbe spontanee utili nell’orto. Soprattutto se fai già parte del clan delle nostre Lettere dall’orto, di materiale a disposizione per iniziare ne hai abbastanza, perché con la luna piena mandiamo le newsletter di approfondimento. Copiale sul tuo quaderno, scegliendo le cose che ti sembrano più utili per te.

Affinché tenere un diario personale dell’orto sia utile, non devi aver paura di ripeterti quando scrivi. Puoi scrivere le stesse cose diverse volte, in modo diverso, e vedrai che piano piano questi sbalzi dalla lista alla tabella alle pagine fitte fitte che non ci capisci nulla nemmeno tu darà i suoi frutti.

Scrivere le idee è il primo passo per realizzarle.

Certo, se disegni il tuo orto con tanto di aiuole in ordine, numerate e rigogliose, il pensiero che tu stia progettando un orto biologico vero e proprio è più immediato e palpabile. Ma non devi arrivare a tanto. Anche raccontare l’orto che tenti di fare, senza vergognarti di dire per esempio che i lombrichi ti fanno schifo, è altrettanto utile, perché stai iniziando a delineare l’orto che vorresti davvero.

Io per esempio, quando prendo appunti dai libri, commento sempre; a volte borbotto altre volte scrivo sul mio quaderno (tra parentesi): “certo, come no”. Alcune informazioni, infatti, date per un orticello domestico mi sembrano davvero assurde. Mi aveva fatto questo effetto la compostiera in cumulo: ti immagini avere tonnellate di letame ammucchiate nel giardinetto di casa? I nostri vicini si lamentano per molto meno. Io con gli autori di libri ci parlo, cosa credi! A margine dei miei quaderni c’è sempre tutto un discorso serio sulla vita delle persone normali che non vogliono diventare contadini di novant’anni con un appezzamento di terreno: vogliono solo imparare la coltivazione biologica nel tempo libero. È chiedere tanto?

Dopo che ti sei sfogata, però, torna alla tua idea iniziale che era tenere un diario personale dell’orto per imparare a fare l’orto.

Scrivere dell’orto è facile: ti basta osservarlo, lavorarlo, sentirlo.

Visto che ho nominato il contadino, adesso me ne esco con un proverbio: chi ben comincia è a metà dell’opera. Cioè se parti con il piede giusto, ovvero carica di entusiasmo e senza paure inutili (a parte lo schifo per i lombrichi, se ce l’hai) (ma sappi che loro sono utili nell’orto, perché creano il terreno masticandolo) (ok, ok, ti fanno schifo, non li nomino più)…

Dicevo, se parti con l’entusiasmo giusto, e la primavera potrebbe essere tua complice o tua nemica in questo, sei già a metà dell’opera. Sull’agenda-diario le informazioni scopiazzate dai libri si trasformeranno in idee a ruota libera. Le tabelle scaricate da internet diventeranno ingredienti della tua ricetta speciale. La coltivazione biologica sarà il tuo sogno ad occhi aperti che si avvera eccetera eccetera, ma solo se a un certo punto ti rimbocchi le maniche e inizi a zappare. L’entusiasmo infatti non basta, bisogna agire.

Ecco che l’agenda-diario torna utile, perché adesso è piena di appunti che puoi consultare e allo stesso tempo di racconti e vecchie idee che ti incoraggiano, perché tu stessa vedi i progressi. Quello che credevi all’inizio, sulla crescita delle piante – accanto a quello che sai ora, grazie all’osservazione. Osserva sin da subito, prendi nota sin da subito, non aspettare di essere esperta perché l’esperienza la fa la curiosità.

Ora che hai le mani sporche di terra scrivi anche questa: la terra sporca le mani. Una banalità, certo, ma tu prova a scriverla e subito dopo scrivi un’altra frase e un’altra ancora: questa è la tua storia dell’orto.

Scrivere aiuta a rallentare.

Sei stanca, dopo qualche ora di lavoro al sole, ma soddisfatta. E due minuti per scrivere quello che hai fatto li spendi volentieri. E poi scrivere ti rilassa, ormai. Quell’erbaccia che ricresce sempre, le prime foglioline o i fiori visitati dalle api. Una coccinella! La natura è bella e da quando ti concentri sui tuoi ortaggi non senti più nemmeno il traffico sulla strada (il tosaerba del vicino, che tosa l’erba tutti i giorni, invece lo senti ancora, ma va be’, fa parte della natura del tuo vicinato).

Alla fine ci sei riuscita, a tenere un diario personale dell’orto. Sì, perché non ci hai messo solo i tuoi successi nella coltivazione biologica, ma anche le tue sensazioni nell’orto… o sul balcone, è lo stesso, hai visto? Ti è bastato iniziare, ti è bastato non demordere, ti è bastato osservare e incuriosirti sempre di più, per avere un assaggio vero dell’orto che vorresti. È tutto merito tuo e il tuo diario personale dell’orto ne è la conferma. Hai fatto bene a scrivere sempre tutto!

Certo, ci sono le foto, ma se tu scrivi soltanto, trapelano non i risultati obiettivi, ma le tue sensazioni più vere! E sono le sensazioni che nutrono la vita, così come i fiori, le piante, i lombrichi, anche gli scarti della cucina, nutrono la terra (biologica).

Ecco perché l’agenda-diario dell’orto è molto più di un registro di fatti e misfatti dei tuoi tentativi di fare l’orto sul balcone, o dov’è che lo vorresti fare.

Compiti per casa.

Prendi un quaderno e una penna e scrivi sulla prima pagina: “il mio orto nel 2018”. Poi fai una lista degli ortaggi che vorresti, prendi le misure dello spazio che hai, e controlla le tabelle che hai trovato su internet (per esempio qui nell’orto di Elle e Alli) per sapere con quale coltivazione puoi iniziare. E dopo scrivi scrivi scrivi e coltiva coltiva coltiva.

6 Commenti

  1. Diego Alligatore

    Scrivere aiuta sempre a riordinare le idee, e per l’orto avere le idee chiare è una vera necessità. Pillola di saggezza da tenere presente, come questo bel post 😉

  2. Grazie Alli. Funziona anche con le poesie, hai visto? Tutto sta nell’iniziare, da cosa nasce cosa, ogni poco fa un assai eccetera… L’orto è in ordine e noi ci sentiamo trooppo avanti.

    1. Elle

      Esatto! E un’altra cosa lontana dal tenere un diario è sostenere un colloquio di lavoro. Infatti per tenere un diario non servono requisiti particolari, basta volerci provare e provarci a poco a poco… per il resto va bene anche carta e matita e “poche cose da dire”. Io per esempio volevo provare a tenere un diario della gratitudine, ma non sapevo proprio cosa scrivere, allora sto facendo disegnini: non mi serve ricordarmi cosa significava quello scarabocchio, ma intanto ho un diario della gratitudine e ho ripreso a fare disegnini. Due piccioni con una fava 😀 Una questione di allenamento, in fondo, e così funziona anche la scrittura 🙂

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