Orto di maggio: riassunto di fine mese.

Finalmente un po’ di riposo! Scherzo naturalmente… non eravamo stanchi.
Maggio è stato un mese talmente piovoso, che quasi non credevamo sarebbe arrivata mai la primavera quella vera. Allo stesso tempo io e Alli eravamo felici per il nostro orto, perché le piantine crescevano bene in semenzaio. Anzi, siccome le ultime semine di aprile sono state zucche, zucchine, cetrioli e meloni, ovvero ortaggi portentosi, le piantine sono cresciute più che bene: hanno superato di molti centimetri le piantine di pomodori e peperoni; per non parlare delle bietoline (seminate a febbraio!), che sembrano girini che si sono persi, anziché piantine vecchie tre mesi.

Orto di maggio: travasare le piantine
Pochi lavori nell’orto nelle poche ore di sole: i travasi.

Melanzane.

È con grande cordoglio che ti annunciamo… che quest’anno nell’orto non avremo melanzane. Certo, possiamo comprare le piantine, ma abbiamo deciso che quest’anno le polpette di fagioli, melanzane e menta (la ricetta è alla fine di questo riassunto del mese), le faremo con fagioli, zucchine e menta.

Infatti non sono nate melanzane né dalla prima né dalla seconda né dalla terza semina in semenzaio. I semi autoprodotti sono finiti, e comunque gli ultimi erano un po’ rovinati, quindi ci eravamo già messi il cuore in pace. Negli ultimi giorni abbiamo trovato conferma, addirittura nei vasetti non ci sono più i semi (rubati o decomposti?), perciò abbiamo rimesso la terra nel sacco, l’abbiamo mescolata con quella che c’era, e la useremo per altre semine.

Orto di maggio: solanacee
Forse sono melanzane, forse peperoni, forse pomodori.

Alcuni vasetti avevano la terra ricoperta di muffa: lo scaffale semenzaio è fuori, riparato da una specie di corta tettoia e dal tessuto non tessuto, però non c’è dubbio che con tutta questa pioggia l’aria fosse abbastanza umida. I vasetti ricavati dal tetra pack del latte hanno contribuito a tenere umida la terra e questo forse è stato fatale. Io comunque continuo a preferire il tetra pack proprio perché mantiene bene l’umidità e non serve innaffiare troppo le piantine. Se lo fai ricordati di bucare i vasetti di tetra pack sul fondo per far uscire l’acqua in eccesso.

Orto di maggio: solanacee
A sinistra pomodori già grandicelli, con gambo pelosetto e foglie miste. A destra: melanzane?

Pomodori.

Se ce l’avessi chiesto a fine aprile, forse avremmo ammesso una sconfitta. Ma siamo a fine maggio e i pomodori crescono lenti ma inesorabili, proprio come li conosciamo noi. Forse non avremo cuore di bue, non ne siamo sicuri perché come al solito, dopo un inizio ordinato, a un certo punto abbiamo mescolato fra loro i vasetti. Le piantine cresciute sono riconoscibili, infatti le prime due foglioline allungate sono uguali per pomodori, peperoni e melanzane; ma la terza e la quarta si differenziano da pianta a pianta, e quelle dei pomodori sono frastagliate e pelosette. Anche il loro gambo è rosa e pelosetto.

Orto di maggio: germoglio di pomodoro
Germoglietto di pomodoro.

Insomma abbiamo tante piantine di pomodoro sane, ma non sappiamo più di preciso di quale varietà. L’ultima volta che sapevo cosa stavo guardando, non c’era ancora nessun cuore di bue, ma c’erano già alcuni datterini e molti pomodori sardi (una varietà a grappoletti tondi con striature verdi). Sono ancora piccole per essere trapiantate, per ora le abbiamo solo diradate e travasate. Sì, come ho detto l’altra volta, io che volevo seminare un seme per vasetto, dopo le prime semine ho cambiato idea (ehm… presa dal panico) e ho seminato più semi per vasetto. Così ho dovuto fare quell’operazione che non volevo fare; diradare le piantine, cioè separarle fra loro e trapiantarle in vasetti separati. Be’, almeno non sono morte nel travaso!

Orto di maggio: solanacee
Nei vasi a destra i pomodori, a sinistra i peperoni (e una zucchina).

Peperoni.

Sono morti però alcuni peperoni. Non nel travaso ma per colpa di quei pochi giorni di caldo atroce che ci sono stati. Né io né Alli né i peperoni eravamo pronti. Io e Alli solo la settimana scorsa ci siamo azzardati a fare i nostri primi giri in bici senza temere un acquazzone. I peperoni invece, non potendo uscire dal vaso, sono morti sotto il sole.

Di tutte le semine, anche in questo caso alcune non sono andate a buon fine, e anche in questo caso delle diverse varietà non sappiamo di preciso chi sia sopravvissuta e chi no. A occhio e croce direi che quest’anno non avremo peperoni verdi; ma visto che non li avevamo nemmeno l’anno scorso (infatti abbiamo seminato i semi presi da un peperone verde comprato per la cena), non ci preoccupiamo.

Orto di maggio: peperoni
I peperoni hanno tutte le foglie lisce, anche la terza e la quarta.

Insomma, prima di scambiare i vasetti nella culla, mi pareva di aver visto sicuramente le prime foglioline sia dei peperoni gialli che dei peperoni rossi. Può darsi che qualche verde sia germogliato quando ormai non sapevo più in quali vasetti fossero, ma non metterò la mano sul fuoco.

Orto di maggio: peperoni
I peperoni hanno foglie lisce che crescendo si allargano un pochino alla base.

Peperoncini.

A proposito di fuoco: lo sapevi che le piantine dei peperoncini sono urticanti o ustionanti? Sembrerebbe di sì, ma forse solo quando sono grandi e hanno i peperoncini. Quando ho travaso le piantine, infatti, non avevo i guanti e non ho sentito nulla alle mani. Ti faremo sapere quando saranno più grandi. Dei peperoncini sono sicura: abbiamo sette piantine e stanno tutte bene!

Orto di maggio: il semenzaio
Il nostro semenzaio, all’aperto da aprile, riparato da tende di tessuto non tessuto.

Patate.

Restiamo nella famiglia delle solanacee: le patate stanno bene anche loro, apparentemente. Come sai nascono sotto terra, ma se ci dobbiamo basare sulla chioma rigogliosa, direi che possiamo contare su di loro per le cene di fine estate. Alcune foglioline sono smangiucchiate, alcune delle prime semine però hanno già i fiorellini bianchi. Siamo al terzo anno con la coltivazione delle patate e finora non avevamo mai visto i fiori.

Orto di maggio: patate fiorite
Patate fiorite e con foglie un po’ smangiucchiate.

Non abbiamo nemmeno mai aspettato che le foglie fossero ingiallite per raccoglierle, ma arrivato agosto e la luna calante le abbiamo raccolte. Perché? Perché le patate sono pronte dopo almeno tre mesi dalla semina, quindi agosto per noi era sempre all’incirca il quinto mese. Eppure la pianta ad agosto era sempre ancora verde, ma scavando un pochino io vedevo che le patate erano pronte. Un accorgimento per la raccolta delle patate è quello di raccoglierle in una bella giornata di caldo infernale e di lasciarle asciugare sul terreno prima di conservarle in un luogo fresco e asciutto e buio. Nemmeno questo abbiamo mai fatto, cioè raccolte col caldo sì, lasciate sulla terra no. Perché?

Orto di maggio: fiore di patate
Fiore di patata nell’orto di maggio.

Perché qui da noi ad agosto inizia a piovere, il caldo infernale c’è ma è umido, per questo sembra infernale; e noi non abbiamo la sicurezza né che il sole cocente resti per tutta la durata della luna calante, né che non piova sulle patate lasciate ad asciugare. Insomma, per semplificarci tutta l’operazione finora abbiamo fatto così, ma quest’anno vogliamo provare a lasciar seccare la pianta prima di raccogliere le patate: ce la faremo?

Zucche, zucchine e cetrioli.

Di zucche e zucchine abbiamo comprato i semi. Le zucche infatti sono difficili da ottenere da seme, non perché non germogli facilmente, ma per il motivo contrario. La zucca è così promiscua che per essere sicuri di avere zucche commestibili della varietà prescelta, pura, è meglio comprare sementi selezionate e biologiche. L’anno scorso abbiamo avuto una zucca spontanea nata fra i rovi da una zucca marcia che Alli aveva lanciato nel bosco (decorativa? Commestibile? Non lo sappiamo). Abbiamo anche conservato i semi di una zucca comprata per la cena, ma alla fine abbiamo deciso di non seminare quelli, e di comprarli appositamente.

Orto di maggio: zucche
Le zucche sono cresciute a dismisura, alcune incuranti dei vasetti minuscoli.

Le zucchine dell’anno scorso avevano bei semi, ma non siamo mai riusciti a estrarli senza romperli, quindi abbiamo comprato anche quelli.

Orto di maggio: zucchine
Accanto alle zucchine, le bietole filiformi sembrano esangui.

I cetrioli li coltiviamo quest’anno per la prima volta: abbiamo conservato i semi l’anno scorso da cetrioli comprati, ma erano un po’ rovinati e nessuno di loro è germogliato. Abbiamo comprato semi biologici e questa seconda semina ci ha dato sette belle piantine dalle foglioline tondeggianti e cicciotelle come tutte quelle della famiglia.

Orto di maggio: cetrioli
I cetrioli da piccoli sono uguali e identici ai meloni.

Meloni.

I meloni dell’anno scorso sono stati un fiasco, quasi. Li abbiamo seminati in ritardo e sono rimasti molto piccoli. E non avevano neppure sapore (io li ho assaggiati)! Ma abbiamo conservato i semi del più forte: il melone retato sardo. In questo caso il nome “sardo” non era scritto sulla busta dei semi o sulla piantina, come è il caso del pomodoro; ma glielo abbiamo dato noi perché abbiamo seminato i semi di un melone comprato in Sardegna di rientro dalle vacanze. Era così buono che l’abbiamo scelto come padre dei nostri meloncini, nonostante i meloni li avessimo già seminati.

Melone nell'orto
Melone nell’orto, luglio 2017 (seminato a maggio 2017).

Be’, il melone sardo seminato per secondo è nato e cresciuto prima e meglio ed è stato l’unico che ha dato meloni veri. Piccoli, insapori, ma veri. Quanto alla forza del melone: nel preparare le aiuole, Alli ha trovato sottoterra, proprio dove l’anno scorso c’erano i meloni, alcune piantine di melone che stavano appena germogliando. Si è ricordato che l’anno scorso uno dei meloncini era marcito sul campo dopo alcuni giorni di pioggia; e ha pensato che i semi rimasti a terra abbiano dormito sino ad oggi, per poi germogliare quando le temperature sono salite. Che forza, la natura!

Melone nell'orto
Alli con uno dei nostri meloncini, settembre 2017.

Quest’anno abbiamo seminato i meloni in tempo e nei vasetti; appena la nuova aiuola sarà pronta, e la luna sarà calante, trapianteremo anche loro.

Basilico e prezzemolo.

Niente, il basilico non è nato, la seconda semina con semi biologici comprati invece è andata bene. Ora però, con il freddo e l’umidità e poi di nuovo caldo, vedo un po’ sofferenti quelle briciole verdi nei vasetti. Farò una terza semina direttamente in campo fra i pomodori, quando la loro aiuola sarà pronta e le piantine trapiantate. In alternativa: compreremo le piantine di basilico e chi se ne importa; è così delicato, secondo me, che non c’è da andare tanto per il sottile.

Orto di maggio: basilico
Spunta il basilico. La spunterà?

Il prezzemolo seminato nell’aiuola prescelta non nasce mai. Poi butto i semi sotto la palma e nasce. Lo tolgo da lì per metterlo in un altro angolo che risulta scomodo, ma lui non muore. Lo semino di nuovo nell’aiuola prescelta e non nasce. Alla fine abbiamo comprato le piantine e le ho trapiantate nell’aiuola prescelta. È vivo.

Bietole, lattughe e radicchi.

Delle semine delle bietole e delle lattughe non vorrei nemmeno parlare. Anzi dico solo una cosa: forse nei vasetti abbiamo cinque o sei piantine di bietole, ancora piccole ma vive.

In campo, le bietole trapiantate a fine estate 2017 e cresciute in questi ultimi mesi, e attaccate dagli afidi a inizio primavera 2018, le abbiamo raccolte tutte a cavallo di aprile-maggio. Per salvarle dagli afidi e mangiarle noi. Ha funzionato, le abbiamo mangiate coi pizzoccheri.

Orto di maggio: lattuga
Una delle ultime “lattughine”. Che cespo!

Le lattughe le seminerò a spaglio direttamente in campo, come l’anno scorso; e anziché piluccare qua e là come abbiamo fatto quest’anno, le diraderò e raccoglierò come abbiamo fatto coi radicchi. Così cresceranno bene e folte come le ultime cinque e come i radicchi.

Orto di maggio: radicchio e lenticchie
Boschetto di radicchi, accanto a boschetto di lenticchie.

I radicchi sono molto amari, forse per loro non c’è la temperatura giusta. Alli li raccoglie e da buon veneto borbotta “non è stagione”. Ma la nostra non è una vera e propria semina fuori stagione: era una semina andata a male che si è sistemata da sola! Infatti non era cresciuto niente, i radicchi sono spuntati mesi dopo inaspettatamente. E quando pensavo di togliere tutto perché dovevo trapiantare le bietole, i radicchi erano già grandi e pronti da diradare. E comunque bietole da trapiantare non ne avevamo!

Orto di maggio: radicchio
Radicchio per la cena (e menta).

Dopo averli diradati, i radicchi sono cresciuti sani e folti, più grandi del bosco di lenticchie lì affianco, più grandi delle lumachine che sono accorse a frotte. Purtroppo amarissimi per i miei gusti, mentre Alli li ha apprezzati sia nel risotto sia nel pesto per gli spaghetti sia crudi con cipolle e fagioli. Io chiudo gli occhi e li mando giù come una medicina, a qualcosa fanno bene anche loro.

Orto di maggio: aglio
Aglio nell’orto di Elle e Alli.

Tutto il resto dell’orto di maggio.

Aglio e cipolla sembrano sani. La calendula è nata per autoinseminazione proprio vicino a loro. I due piselli sopravvivono. Il coriandolo è fiorito. Al posto dei broccoli nell’aiuolina da eliminare ho seminato tre arachidi che sono avanzate ad Alli dalle sue semine. Il lino vicino alle patate è germogliato ma cresce molto lentamente. Abbiamo le prime meline (e tanti afidi) e una perina e le fragole.

Orto di maggio: mele
Mele nell’orto-frutteto di Elle e Alli.

Conclusioni.

Così finisce il mio breve riassunto di maggio in cui non è successo niente, ma io qualcosa da dire l’ho trovata. Domani nella Lettera di luna piena ti parlo di alcuni lavori che ogni tanto vanno fatti nell’orto già avviato. Intanto, se non hai ancora scaricato l’agenda di giugno in pdf, per organizzare i lavori del tuo orticello sulla carta, oltre che sulla terra, la trovi nell’orto segreto.

Orto di maggio: fragole
Fragole nell’orto di Elle e Alli.

Se non trovi l’orto segreto oppure non sai come entrarci, nella Lettera di domani ti ricordo la password e il link. Se non sei iscritta/o alle nostre Lettere dall’orto, la newsletter di Elle e Alli, puoi rimediare cliccando qui e compilando il modulo. È più facile da fare che da dire.

Nei commenti invece, puoi raccontarci del tuo orticello, come vanno semine e trapianti, se piove o c’è il sole.

4 Commenti

  1. Diego Alligatore

    In realtà sono successe molte cose, tra una pioggia e l’altra, e dobbiamo cercare di trarre delle conclusioni: bisogna ascoltare la natura, se molti (in alto, ma anche in basso), l’avessero ascoltata non ci troveremmo in questa pessima situazione atmosferica, con un unico dato certo, cioè che i fenomeni si sono estremizzati. Piogge continue o mesi di siccità, neve tutta in una settimana, e inverni caldi. Nel nostro piccolo, ascoltiamo zucche, zucchine e cetrioli, quest’anno sarà loro (le melanzane, forse il prossimo, ma saranno loro a deciderlo).

    1. Elle

      Facciamo quello che dicono i semi ^_^ A parte cercare nel nostro piccolo di rispettare la natura e il pianeta, non possiamo far altro. Io confido nella Terra, in fondo il pianeta sa come difendersi: se non sarà una glaciazione, sarà un’indondazione, e ‘fanculo agli esseri umani. Ce lo meritiamo.
      Detto questo, non vedo l’ora di trapiantare le nostre piantine, di dar corso alla seconda parte del loro ciclo vitale, che non si fermerà certo davanti ai confini di un vasetto, come abbiamo visto, ma senz’altro fluirà meglio in pieno campo 😉

  2. Anno nuovo, polpette nuove! Si trova sempre il modo di consolarsi. 😉
    Qua ci sono stati dei temporalacci e l’orto di mio papà, colpito da una grandinata fortissima e imprevista è stato maciullato per bene… ed anche il giardino, così le mie foto ai fiori scarseggiano… ma con un po’ di pazienza e qualche sostituzione si riparte! 😊
    Buon giugno a voi e al vostro orto! Oddio, è già passata la metà del mese… 😵 sono sempre in ritardo ha ha ha ha ha… me meglio tardi che mai!
    Alla prossima!

    1. Elle

      Noi per ora abbiamo scampato la grandine (nei paesi vicini c’è stata ben due volte), speriamo di non avere scherzi più avanti. Il tempo è diventato incomprensibile: da piccola mi affascinavano le persone che prevedevano il tempo osservando il cielo, e naturalmente collegavo questa capacità al mondo contadino. Ora che faccio la contadina ( 😉 ) non ci sono più le mezze stagioni e nemmeno le stagioni intere e non si capisce più nulla!
      Ps. confermo che le prime settimane del mese sono volate, non sei tu in ritardo: è lui in anticipo! (e non mi riferisco al caldo ahahaha, lui è in ritardo)
      Alla prossima!

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