Orto di aprile: riassunto di fine mese.

Eccoci tornati nell’orto. L’ultima settimana ci ha visti alle prese col cinema della montagna e con sole o nuvole; a Trento poca pioggia. Nel nostro orticello invece ha piovuto; e la pioggia, si sa, annulla tutto il lavoro fatto per tagliare l’erba. Quindi adesso si ricomincia. Aprile comunque è stato un bel mese, il primo di vero caldo, e per noi è stato bellissimo lavorare finalmente all’aria aperta. Per ore. In canottiera. Se chiedi alle mie gambe, però, “bellissimo” non è il termine che useranno per descrivere il lavoro nell’orto di aprile.

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Erbe spontanee e rigogliose nell’orto di Elle e Alli.

Le semine di aprile.

La volta scorsa forse non le ho nemmeno nominate, ma giuro che c’erano già. Per la precisione è da febbraio che semino, ma finora ho visto poco. Fino alle semine di aprile. Tutti i semi, addormentati nei vasetti, si sono svegliati ad aprile. E siccome io, riciclona come poche, ho riciclato gli stessi vasetti con dentro la stessa terra della prima semina… Ne è risultato che la seconda semina è doppia. Anzi tripla, quadrupla! Perché presa dallo sconforto ho messo nei vasetti non più un semino, come andavo predicando; bensì due-tre!

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Due, tre semini e vediamo se stavolta germogliano!

In alcuni casi, poi, la convivenza tra prima e seconda semina, nello stesso vasetto, è quasi comica (per non dire dannosa); infatti ho seminato ortaggi diversi. Ecco quindi le zucchine e le bietole crescere insieme, forti del fatto che la tabella delle consociazioni* non dice né sì né no. Ma forse non sono bietole, sono lattughe? E chi lo sa!

Orto di aprile: zucchina e bietola
Zucchina e bietola: convivenza felice?

A inizio mese ho seminato solo le patate in campo, in luna crescente calante. Sono già rigogliose, ma di loro mi potevo fidare – disse quella che seminò due volte anche le patate (la prima volta a febbraio, esatto).

Orto di aprile: patate germogliate
Patate germogliate da interrare.
Orto di aprile: patate rigogliose
Patate rigogliose!

Con la luna crescente invece ho seminato una seconda semina di pomodori, melanzane e peperoni, negli stessi vasetti in cui non era nato nulla. Infatti della semina di febbraio erano germogliati alcuni pomodori e alcuni peperoni, basta. Dopo qualche giorno ho fatto una terza semina in altri vasetti. Della seconda semina ho già visto le prime piantine, della terza ancora nessuna. Di questa terza semina la particolarità è che ho lasciato perdere il semino singolo e ho messo tre semini in ogni vasetto. Nello sceglierli ho notato che molti di quelli di melanzane erano rotti; ma siccome le altre volte non ho guardato i semi così attentamente… senti anche tu il rumore del mio razzolare male?

Orto di aprile: semine di solanacee
Solanacee dispettose, adesso vi semino a tre a tre!

Prime semine, senza doppioni (o quasi).

Semine di aprile nuove nuove sono invece: fagiolini, zucchine e lino. Il lino l’ho seminato vicino alle patate, perché le difende da certi insetti; per ora ho visto pochissime foglioline tutte in un angolo.

Orto di aprile: zucchina
Prima zucchina del 2018.

Le zucchine le ho seminate nei vasetti e sono già spuntate. I fagiolini direttamente in campo e ieri ne ho visto uno (dal 21 aprile), che è un buon segno perché pensavo che i semi fossero scaduti.

Orto di aprile: fagiolini
Due semi anche per i fagiolini, non c’è tempo da perdere.
Orto di aprile: fagiolini e radicchio
Fagiolini seminati vicino ai radicchi.

Anche i piselli dovevano essere scaduti. Ipotesi mia, naturalmente, perché ne sono nate solo due piantine della prima semina di marzo; ad aprile li ho seminati nuovamente e, pensando appunto alla scadenza, ho abbondato fino a finire tutti i piselli nella scatola: ho messo 10-15 semi per buchetta! Esagerata, sì, e non ne è ancora nato nemmeno uno!

Orto di aprile: piselli
Pisello della prima semina, uno degli unici due nati.

Le semine più soddisfacenti sono quelle di Alli, anche se non sappiamo ancora dove mai trapianteremo le dieci zucche, i dieci cetrioli e i dieci meloni e i cinque giuggioli e non so cos’altro abbiamo messo nei vasetti! Zucche, zucchine e meloni sono un portento: dal 18 aprile, sono germogliate attorno al 24 e adesso, sopratutto le zucche, sarebbero già da trapiantare, talmente son grandi. Io son contenta perché volevo appunto fotografare i trapianti, e i pomodori quest’anno sono stati così deludenti che pensavo…

Orto di aprile: meloni
I meloni appena nati.

Lasciamo stare. Veniamo all’ultima semina di aprile: il basilico. Anche questo una seconda semina, ma devo dire che i primi semi forse non erano semi; li avevo salvati dalle piante dell’anno scorso, senza capire se fossero fiori secchi o cos’altro; ho provato a seminarli anche nel dubbio, ma non è nato nulla. Allora abbiamo comprato i semi bio, questi dovrebbero germogliare. Il basilico può essere seminato fino all’estate (dice la bustina di semi), quindi potrei fare un secondo lancio direttamente in campo, più avanti.

Orto di aprile: agenda-diario dell'orto
Mi sembra di aver seminato tutto quello che avevo in programma.

Trapianti e travasi.

Come ho detto, nulla è cresciuto abbastanza per essere trapiantato, tranne zucche, zucchine e meloni che però sono ancora lì, nei loro vasetti. La settimana scorsa eravamo via, e comunque qui in palude ha piovuto, quindi non avremmo fatto nulla comunque.

Orto di aprile: ribes
Ribes: non li nomino mai ma ci sono anche loro, uno bianco e uno nero rosso.

Abbiamo però trapiantato qualche alberello comprato. Quest’anno ci stiamo allargando con gli alberi da frutto, anche se non siamo molto preparati. Vengono attaccati più facilmente dagli insetti nocivi, e se le coccinelle si fanno ancora desiderare, l’orto di Elle e Alli sembra essere un porto sicuro per afidi e cimici. Nulla di cui vantarsi, insomma.

Orto di aprile: melo
Un melo in fiore. L’altro è sofferente.

Gli alberelli che si sono aggiunti ai meli e ai noccioli, e al melograno più in là, sono: un pero (pere williams), un noce e un fico (fichi bianchi). Ad aprile ho trapiantato anche le lavande comprate a marzo, non prima che una morisse, e il viburno, non prima che sembrasse mezzo morto. Se il viburno si è ripreso e ha trovato la sua casa, la lavanda è morta davvero. In compenso (se così vogliamo dire) ho finalmente preparato due talee dalla lavanda che abbiamo ormai da due anni (o tre?); spero che il loro aspetto sano non sia tutta apparenza.

Orto di aprile: melograno
Ci sembrava morto fino a pochi giorni fa, il melograno birichino.

Con le tre lavande trapiantate intendevo fare una siepe lungo la rete dell’orto, esternamente, con l’unico e il solo scopo di attirare le api. Ah, sì, ho anche lo scopo di produrre lavanda per me stessa, perché mi è utile contro l’insonnia. Col viburno invece intendo tappare un buco nella siepe, e direi che se cresce come dicono, il buco sarà solo un ricordo molto presto.

Orto di aprile: lavanda
La vecchia lavanda è più in forma che mai.

Le more da giardino… abbiamo trapiantato un rametto con radici ma non sembra messo bene.

Orto di aprile: nocciolo
Uno dei nostri tre noccioli.

I fiori.

Ho seminato anche i primi fiori. Due volte. La seconda volta mi ero dimenticata di averli seminati già una prima volta, e sono quasi sicura che quelle piccole erbacce che ho tolto per fare spazio alle nuove semine in campo, non fossero davvero erbacce. Capita. Ho seminato cumino, tagete e calendula in varie aiuole di ortaggi, e dopo i primi dubbi ho scritto tutto sull’agenda-diario dell’orto; per essere ancora più sicura, visto che l’agenda raramente la porto con me nell’orto, ho delimitato questi angolini con qualche pietra, così mi ricorderò (spero) che lì ho seminato i fiori.

Orto di aprile: calendula
Calendula circondata da erbacce nell’aiuola 6.
Orto di aprile: fragole
Primo fiorellino di fragola: l’unica pianta che l’anno scorso non ha dato frutto quest’anno è la prima.

Se proprio volevamo vedere fiori, però, ad aprile non avevamo che da spostare le erbacce attorno alle fragole. Alcune hanno già piccoli frutti! Il lavoro attorno alle fragole dovevo farlo a fine mese, ma la pioggia eccetera me l’ha impedito. Altri fiori, come ti ho accennato altrove (credo) erano quelli dei cavoli. I cavoli neri, i broccoli, le verze sono fioriti tutti e noi ci siamo mangiati anche i fiori! Alcune verze e cavoli neri li avevo tagliati di netto lasciando la radice nella terra e quella che fa? Butta fuori nuove foglie! Dovrò eliminarli del tutto per non sfruttare troppo il terreno né attirare anche quest’anno la cocciniglia – solo il pensiero mi prende male.

Orto di aprile: cavoli in fiore
Cavoli in fiore, altissimi (i fiori sono gialli e commestibili).
Orto di aprile: primula rossa
Ma la prima in assoluto, naturalmente, è stata lei: la primula.

Il raccolto di aprile.

I cavoli. Cavoli verza, cavoli neri, cavoli broccoli. Cavoli, cavoli, cavoli. Ecco perché io dico sempre che bisogna seminare solo ortaggi che piacciono, altrimenti è una tortura. A noi i cavoli piacciono, ma dopo un po’, come dire, non ne potevamo più! Mentre ripulivo le aiuole ho trovato anche cinque lattughine superstiti che, visto che erano rimaste sole, con molto spazio a disposizione, stanno crescendo come un vero cespo di lattuga. Adesso quindi ti so dire anche che era la varietà gentilina.

Orto di aprile: ultimo raccolto di cavolo nero
Ultimo raccolto di cavolo nero, o penultimo, con fiori.
Orto di aprile: broccolo
Ultima foto dei broccoli in campo prima del raccolto.

Ho ripulito anche l’aiuola dei radicchi nati a casaccio, diradandoli non poco; i più piccoli, che tiravo fuori a mazzetti, li abbiamo mangiati subito, sia crudi in insalata sia cotti nel risotto. I più grandicelli stanno crescendo bene in campo, ora che hanno più spazio a disposizione.

Orto di aprile: bietole
Ultima foto delle bietole vive: le abbiamo mangiate ieri.

Vuoi sapere di un’altra sorpresa legata invece agli spinacini nati a casaccio? Li abbiamo mangiati e non sembravano affatto spinaci! Insomma, Alli l’ha buttata lì così: “questi spinaci sembrano molesini” (in veneto si chiama così il songino o valerianella) e quando io mi sono girata e li ho visti mentre li ripuliva dalla terra ho risposto “in effetti hanno le foglie più piccole”; e lui “continuo ad assaggiarli mentre li pulisco e a me sembra proprio il sapore dei molesini”; allora li ho assaggiati anche io e: “è vero, sono proprio molesini!” (ormai anche io li chiamo molesini). Va be’ li abbiamo mangiati lo stesso ma a questo punto è ufficiale: gli spinaci seminati nell’aiuola 5 non sono nati né nella 5 né nella 3 come credevamo; quelli nati nella 3 non erano spinaci spostati dalla pioggia ma… rullo di tamburi… il songino seminato e mangiato (tutto) due anni fa: proprio lì!

Orto di aprile: songino
Come gli spinaci, anche il songino è ottimo in insalata coi ceci.
Orto di aprile: verza
L’ultima verza fotografata prima di finire in cucina, la protagonista delle nostre cene di aprile.

L’orto di aprile è quasi pulito.

Le erbacce, come ho detto, sono ricresciute; ma dopo aver tolto il ciliegio abbiamo spostato anche la rete, ingrandendo l’orto. Adesso le aiuole 1 e 9, che intendevo eliminare perché in posizione scomoda, potranno essere scavate un po’ più in qua; appena ci metteremo di nuovo di buona lena. Del nuovo orto fanno parte pezzi del tronco del ciliegio, il mio lettino per leggere, la poltrona di Alli e la bandiera della pace, a scanso di equivoci.

Orto di aprile: lattuga
L’ex aiuola 1, ripulita, mostra a sorpresa altre lattughine!

Lungo i bordi ho pulito quasi del tutto dalle erbacce, ho piantato quasi tutte le bordure e mi manca solo l’aiuola 6 da ripulire. Qui intanto crescono le calendule e un ciuffetto di sedano che si è risvegliato coi primi caldi, e noi naturalmente non ci ricordavamo né di aver lasciato nel terreno la radice, né di aver avuto sedano nell’orto l’anno scorso. Si vede che io l’agenda la scrivo ma non la leggo!

Orto di aprile: aiuole ripulite
Aiuole in ordine: bosco di lenticchie davanti, e dietro l’aglio (a sinistra); radicchi diradati (con fagiolini) davanti, e dietro (a destra) cipolle e ravanelli).

Tiriamo le fila, dai.

Adesso riprendiamo la nostra normalità, promesso i prossimi post dell’orto arriveranno di lunedì e… be’, i post sul festival della montagna non sono finiti, quindi aspettatene qualche altro nei prossimi giorni. Il festival comunque è finito, quindi noi adesso restiamo a casina fino alle vacanze. Lavoreremo al nostro orticello fino a dover suddividere il riassunto del mese in sette post per non sovraccaricarti troppo. Non ci credi? Mah…

Orto di aprile: schizzi sul'agenda
Oppure fotografo l’agenda e via!

*La tabella delle consociazioni è già nell’orto segreto, la settimana prossima aggiungo anche l’agenda del mese e se non sai di cosa blatero iscriviti alle nostre Lettere dall’orto, la newsletter che mandiamo ogni quattordici giorni secondo la luna, assieme ricevi anche la chiave per l’orto segreto. Clicca qui, e vedi se t’interessa.

E adesso dicci: tu cosa hai già seminato? Hai comprato piantine da trapiantare? Cosa stai programmando per il tuo orticello o balcone? Racconta, su.

8 Commenti

  1. Diego Alligatore

    Speriamo vengano belle giornate per piantare zucche, zucchine e meloni (credo siano venute meglio perché avevano una temperatura ottimale giorno e poi perché, le zucche sono così … quanto al ribes, dovrebbe essere uno bianco e uno rosso, se non ricordo male (ma lo sapremo quando finalmente le sue prime bacche saranno pronte … e con esse tanta bella verdura. 😉

    1. Elle

      Ops… corretto 😀 Ho corretto anche la luna di semina delle patate, che non è crescente (come non era crescente all’inizio di aprile), bensì calante. Il nostro orto è lento, mi sa che dobbiamo avere pazienza e depennare un po’ di programmi di semina/raccolto per quest’anno.
      Vediamo cosa dicono i nostri lettori, se è un problema di clima, se ci siamo svegliati tardi (a febbraio??), o cosa. Aspettiamo il ritorno del sole, perché nell’orto la luna non basta!

      1. Diego Alligatore

        Sì, credo anche io che dovremo rivedere, una volta tornato il sole, i nostri piani, o almeno una parte di essi, ripartendo dalle piantine che in vaso hanno reagito meglio al clima … sembra che abbiano deciso loro quale piantine vanno meglio per noi quest’anno, e noi credo dovremo ascoltarle. Sì, ascoltiamo la natura 😉

  2. semola

    … racconto …
    … nel mio “orto difficile” ho seminato patate (che procedono bene) e per la prima volta cipolle rosse (che stentano) …
    … nell’orticello di casa pomodori , bietole, cicoria, fagiolini, prezzemolo e basilico …
    … e pensare che mi ero riproposto di non piantar nulla quest’anno …

    1. Elle

      ahahah noi ci eravamo riproposti di non esagerare con le colture, invece siamo alle solite! Le cipolle le abbiamo provate due anni fa, anche rosse, a partire da quelle germogliate in cucina e non ha funzionato… Quest’anno alcune sembra vadano bene altre no, sono un mistero. Per il resto è tutto molto molto lento. Questa cosa non giova all’umore.

  3. Orto sempre più ricco, nuova frutta in arrivo! Nel noce avevo già letto poco fa sul blog di Alli…
    Perfortuna vi siete ricordati di lasciare un angolo anche per sedia e poltrona, che l’orto va gustato anche negli attimi di relax! Sì, certo, anche lavorarci rilassa ma più la mente che il fisico! Ah già, le gambe di Elle l’avevano già fatto notare…

    1. Elle

      Sì sì, le mie gambe son d’accordo con quel che dici. La mia mente invece ha cercato di convincerle che non erano doloranti, ma non ci è riuscita granché 😉
      Mi piace vedere il nostro orticello che si amplia, anche se non è una semplice apparizione ma, appunto, ci dobbiamo lavorare e spetta a noi tenerlo in vita! L’entusiasmo fa comunque la sua parte, così come i primi risultati, e il sole quando splende fa il resto per darci la carica in questa avventura orticola.

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