Orto ad aprile: come curare l’anima con la programmazione compulsiva.

Aprile, che mese terribile. Ero partita bene, ma nel corso del mese ho vissuto momenti di crisi. Non parlo dell’orto: lui, povero, è stato vittima come me di critiche e derisioni! Per fortuna Alli ha saputo rassicurarmi e tirarmi su di morale, e per fortuna il peggio è passato (ma il ricordo c’è ancora). Io cerco di far finta di niente, ma davvero non so quale sia l’atteggiamento giusto in certe situazioni…

Veniamo alle cose belle: orto e giardino.

Il nostro orto ad aprile.

Checché ne dicano i sapientini che consigliano di rasarlo a zero, infatti, il nostro “prato verde” è un catalogo vivente di erbe spontanee. La penultima lezione del corso si è svolta all’aperto in un parco vicino al fiume dove abbiamo visto coi nostri occhi le erbe di cui avevamo parlato in quell’altra lezione. Ho preso molti appunti mentre Alli fotografava, e mi inviava le foto con didascalia, così a casa ho potuto metterle in ordine senza fare confusione. A posteriori, però, mi è rimasta poco più che la scoperta del tarassaco (non una semplice margherita) di cui ho già usato le foglie, i boccioli, i fiori: mi manca di provare la radice, ma per quella si deve aspettare l’autunno. Quando tosa l’erba, ora Alli deve seguire le mie indicazioni sui cespuglietti da lasciare: abbiamo menta selvatica, fiordaliso, artemisia, tarassaco, acetosella. L’ortica invece non l’abbiamo, dobbiamo organizzare una gitarella in campagna per cercarla. Sono utilissime per l’orto, sia perché attirano gli insetti buoni, sia perché si usano per i macerati. Anche le aromatiche andrebbero distribuite nell’orto, e non raggruppate in un’aiuola tutta loro come ho fatto io! Il loro è comunque un bell’angolo che si è ripreso alla grande dall’inverno.

Orto ad aprile: inizia la nuova stagione.

In generale, quest’anno per la prima volta e lentamente ho sentito davvero il passaggio alla primavera, nonostante per noi le temperature non fossero un vero miglioramento, visto l’inverno semifreddo che abbiamo avuto: la natura se n’è fregata e ha iniziato a risvegliarsi dal letargo, e io l’ho sentito. È stato emozionante vedere le primule sbocciate e, ora, tutti questi fiorellini spontanei!

L’ultima lezione del corso è stata, finalmente, una programmazione (per l’orto estivo). A parole abbiamo divagato molto, come al solito (alla fine le altre erano tutte sapientine già mezzo esperte), ma almeno c’erano degli esempi di rotazioni e consociazioni sulla lavagna, che io ho fotografato per studiarmeli a casa, affiancandoli ai miei libri. Posso dire che il nostro orto ad aprile è pronto a rinascere sul serio: abbiamo ancora i finocchi, il songino e gli spinaci; melanzane e pomodori ho dovuto spostarli nella serra, perché tutti quei vasetti invadevano letteralmente l’ingresso (unica zona di luce buona in casa); come vasetti ho riciclato anche bottigliette di plastica e cartoni del latte e sparso la voce che me ne servono altri; stiamo pensando già a cos’altro possiamo mettere oltre a patate, piselli e lattughe. Vogliamo iniziare con pochi ortaggi che ci piacciono, e con qualche altro ortaggio utile per l’orto e per la terra, come i legumi (che comunque ci piacciono), e qualche fiore o aromatica o altra pianta utile, come le calendule che però ho seminato nel posto sbagliato (in un’aiuola a sé, non in mezzo all’orto).

Orto ad aprile: si semina l'impossibile
Vasetti di recupero, per il nostro orto naturale.

Insomma, lo ammetto, è iniziata la programmazione compulsiva!

Curiosità.

Mi è venuto in mente quel modo di dire o proverbio “Aprile, dolce dormire”, e visto che io mi sento invece super attiva sono andata a cercare il significato, che forse fraintendevo. Be’ sarà anche la stagione che dà un po’ di sonnolenza, ma ad aprile la natura si risveglia, e così ora tutto mi è chiaro: io sono naturale!

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