Orto a novembre, uno sbadiglio dopo l’altro.

Cocciniglie bastarde. Ho tolto due verze e due cavoli neri che erano completamente ricoperti di parassiti. Altro vento, freddo vero, pioggia non li hanno spaventati e ho dovuto togliere la pianta intera e buttarla lontano (non nel compost!). I cavoli erano anche tutti rosicchiati, forse per colpa di bruchi o cavolaie (queste sono le farfalle bianche, carine ma divoratrici di cavoli). Le lumache non ci sono più, nell’orto son rimasti moltissimi gusci vuoti. Siccome fa freddo, abbiamo comprato un cappuccio di tessuto non tessuto per imbacuccare Limone, che abbiamo spostato vicino a casa, riparato: niente albero di natale in salotto, quest’anno. E poi a sorpresa è fiorito il nasturzio, da non crederci!

Orto a novembre non pervenuto.

L’orto a novembre è un po’ noioso, solo insetti da tenere d’occhio, nemmeno erbacce vere, e terreno sempre umido, quindi quelle poche erbacce che c’erano (e ci sono ancora) non le ho tolte perché viene su tutta la zolla fangosa. Ogni tanto ho zappettato per arieggiare, ma chissà se serve a qualcosa con questo tempo. La terra è comunque freddissima, e ogni volta mi ghiaccio le mani.

Orto a novembre 2017: cavolo romano
Una piccola soddisfazione, questo cavolo romano.

Abbiamo raccolto qualche fagiolino e qualche borlotto: una miseria di raccolto. L’ultimo cavolo cappuccio, salvato dalle bestie, è rimasto piccolino. Quattro o cinque carote! La prima mi ha fatto rimanere male: la vedevo bella grossa, l’ho tirata su e c’era, sì, ma era grande quanto un ravanello! Le altre le ho prese a fine mese e sono un po’ più lunghe, una decina di centimetri, e storte, sono vere carote naturali biologiche fatte a mano. A inizio mese ho tolto tutte le piante di melanzane, perché i frutti che c’erano non crescevano più di così: da settimane erano grandi come pomodori datterini. Ci dovevo seminare i piselli, ma tra luna e pioggia non l’ho fatto, e adesso aspetto il nuovo anno.

Abbiamo seminato le lenticchie vicino al ribes, per farci il sovescio. Interrato i bulbilli di cipolla, ma niente aglio. Recuperato semi di tagete e di calendula; e io che li avevo comprati, adesso ne avremo per anni! La melissa si è ripresa così bene che la sua chioma sborda dal vaso. Il melograno e i noccioli hanno perso completamente le foglie, come il tiglio, mentre i meli le hanno tutte gialle. La magnolia sembra avere i boccioli, chissà cosa sono.

Era prevista neve, ma niente.

Cambiamo argomento (ma di poco).

Sto preparando pagine di agenda utili per la programmazione dell’orto 2018, se le volete anche voi iscrivetevi a Lettere dall’orto, la nostra newsletter casalinga, così appena sono pronte le pagine verrete avvertite personalmente.

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