Orto a luglio: per chi teme la noia.

Bando alle ciance, luglio è finito. Io sono sempre più entusiasta, attiva, propositiva. Quest’orto mi sta prendendo proprio bene, eh? Ho iniziato un lavoro certosino di programmazione, principalmente perché mi sono accorta che continuiamo ad aggiungere idee, modificare, spostare, cambiare idea se non troviamo la pianta o i semi che volevamo, e all’ultimo devo ricontrollare libri e appunti per sapere se si può consociare o sostituire, o come si può intervenire eccetera. Gli appunti ben copiati sul quaderno sono stati spostati su una nuova agenda-diario dedicata all’orto dove ho disegnato tabelle e calcolato per notti intere; le aiuole sono definitivamente 8, e se controllando cosa c’è dentro non si direbbero aiuole definite, i confini almeno sulla carta sono tracciati.

E abbiamo finalmente trovato l’ortica!

Intervallo pruriginoso.

Nel frattempo, sì, avevo fatto altri macerati con varie erbe del nostro giardino/prato in fiore, ma l’ortica è il rimedio per tutti i mali. Anche se quando ti punge non lo diresti. I giri in bici non sono mancati, altri cinque con tanto di salite, incredibile: non mi riconosco più (rido di gioia solo a scriverne!), per una media di 23 km, è vero, ma le salite! Le salite!! Ok, torno in me, dicevo: le ortiche le abbiamo trovate durante uno di questi giri, e siccome già una volta avevamo raccolto la pianta sbagliata (la “finta ortica”), mi sono offerta volontaria per provarla. Da matti. L’idea era farmi pungere un ditino, ma quella dispettosa di ortica mi ha dato una fogliata sulla gamba che ve la raccomando. Ancora mi brucia a pensarci oggi dopo una settimana… va be’, sono i rischi del mestiere di orticoltrice biologica.

L’orto a luglio, contro la noia.

L’orto a luglio ci sta dando il doppio delle soddisfazioni di quello di giugno. È rigoglioso e colorato: una marea di pomodori datterini (e qualche cuore di bue e nuovi grappoli sardi), le prime melanzanine violette, i borlotti belli rossi e qualche fagiolino (ma questi sono lenti), diverse zucchine. Anche l’orto segreto ha tutti i suoi primi fiori!

Il nostro alloro che avevo salvato è stato attaccato nuovamente dagli afidi, ma io sono intervenuta prontamente con vari macerati e rimedi, e adesso finalmente abbiamo trovato nei vivai un’altra pianta utile nell’orto: il tagete, che oltre che colorato è anche quello che cercavamo (assieme al nasturzio). Petunie bocciate, tagete promosso, nasturzio non pervenuto.

Sorprese a destra e a manca.

Verso fine mese ci sono stati due eventi contrari e diversi: la vicina ci ha regalato le sue fragole, cioè ha accettato di dare a noi le piantine anziché buttarle via, e noi le abbiamo trapiantate, dai vasi in cui le teneva a tre a tre, in piena terra; le fragole non vanno d’accordo con tutti, perciò le abbiamo messe dietro gli allori nuovi, cioè tra gli allori e la rete di confine. L’altro evento riguarda i poveri fagioli: dopo aver raccolto troppo poco, abbiamo preso atto della vittoria spudorata di afidi e formiche. Tristezza infinita. Ho tolto tutte le piante, le abbiamo buttate via lontano, e ho recuperato le canne per usarle per la foresta di pomodori, intricatissima! Che fatica capirci qualcosa e sistemare le canne, ho strisciato sotto le piante di pomodori e ho dovuto pure rimediare a una dimenticanza: togliere sul nascere i figlioletti ascellari, quei ciuffetti simpatici da piccoli, invadenti da grandi. Non faccio in tempo a finire il giro che sono già spuntati di nuovo e devo ricominciare. No, non c’è da annoiarsi!

Orto a luglio 2017: in movimento
Nell’orto a luglio non si sta con le mani in mano.

Programma per le vacanze estive.

Ho avviato la programmazione di fine estate. Il lavoro nell’orto richiede di sapere già cosa ci sarà dopo (rotazione), e di controllare che gli ortaggi che vengono dopo non abbiano bisogno del nutrimento scofanato dall’ortaggio precedente, anzi meglio se sono ortaggi che quel nutrimento lo restituiscono al terreno (avvicendamento), ed è importante anche che ortaggi vicini non si rubino il cibo tra loro o non diano fastidio con odori sgraditi all’altro o non attirino insetti che per l’altro ortaggio son dannosi: viceversa alcune piante si aiutano (consociazione). Insomma nell’orto ce n’è anche per chi non vuole smettere mai d’imparare.

A proposito.

Alli aveva ricevuto un libro sull’autosufficienza in regalo. L’autore è un po’ presuntuoso, ma i consigli e le illustrazioni sono interessanti. Ad esempio consiglia come suddividere la produzione su un appezzamento di due ettari. Siccome il nostro appezzamento è grande quanto il libro, io ho convertito tutto in centimetri e tolto i pascoli, la casa, il laghetto e il bosco: questo è il nostro orticello. Il libro è Il grande libro dell’autosufficienza di John Seymour, tradotto da Claudia Benatti; lo trovate su Macrolibrarsi:

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