Orticello 2017: riassunto di un anno d’amore.

Premessa: i motivi dell’orticello.

Un ricordo vago mi vede davanti al prato verde della nostra nuova casa. Qui possiamo farci anche un orticello? Avevo chiesto ad Alli. Possiamo farci quello che vogliamo, è tutto nostro. Aveva risposto Alli, e io l’avevo preso in parola. Anche lui, però, mi aveva presa in parola, e ogni volta che capitavamo davanti a un fioraio o negoziante simile, mi chiedeva se volevo comprare qualcosa. Io? No no. Rispondevo quasi senza capire. Ogni tanto però compravamo davvero qualcosa.

A gennaio del 2017, quando siamo andati alla prima lezione di un mini corso gratuito sull’orticoltura biologica, avevamo seminato una manciata di spinaci e di songino; mentre circa sei finocchi vegetavano, mezzo sepolti dalla neve, mezzo salvati con un telo di plastica, che però non andava bene. Già, noi volevamo fare un orticello biologico per avere verdure sane da mangiare, senza aggiunte petrolifere e senza scorciatoie chimiche, quindi anche senza plastica.

Orticello 2017 - Desideri realizzati
Desiderio realizzato: mangiare ortaggi sani e di stagione “fatti in casa”.

Semine: dalle prime timide, fino alle ultime azzardate (e un po’ ostinate).

Avevamo conservato i semi delle melanzane del 2016, forse anche dei pomodori, e avevamo ancora semi di fagiolini comprati nel 2016. Poi abbiamo iniziato a comprare semi secondo i nostri gusti e senza un vero criterio oltre a questo. Cavolo cappuccio (scaduto), fagioli borlotti, melone (fasullo), calendula. Ma le improvvisazioni maggiori le abbiamo fatte con le piantine. Se infatti comprare semi significava comunque avere in testa un minimo di programmazione (perché i semi vanno comprati per tempo, e non all’ultimo momento), con le piantine si salta a pie’ pari tutta la parte della programmazione per comprare a sentimento, nel momento in cui le si vede nel vivaio e si dice “potremmo mettere anche queste (in fondo sono già pronte)”.

Io nel frattempo studiavo da uno dei nostri libri o frugavo su internet in tempo reale, per capire se e come potevamo “aggiungere” le nuove piantine al nostro orticello. Perché di una cosa ero certa: volevo rispettare le amicizie tra piante e farle ruotare nel corso degli anni. Sì, per la prima volta in vita mia, nel 2017 ho ragionato in anni. Ho seguito la tabella delle semine ostinatamente fino a seminare radicchi, lattughe e fagioli ancora ad agosto, ma non tutto è andato come sul manuale.

Orticello 2017 - Amicizia tra piante
Amicizia tra piante: la calendula, oltre che bella, è utile.
Semine del 2017 in ordine più o meno cronologico.

Spinaci (2016), songino (2016), piselli, ravanelli, fagiolini, fagioli borlotti, lattuga, pomodori, melanzane, patate, meloni (piccoli e insapori), arachidi, cavolo cappuccio, anguria (niente frutti, solo pianta), zucca (a sorpresa, non commestibile) radicchio, altra lattuga, altri spinaci (mai nati), carote, rucola, bietole, broccoli, altri fagioli e fagiolini in altre due zone, cipolle, altri spinaci (mai nati), ma anche prezzemolo, calendula, lino, coriandolo.

Trapianti: di piantine acquistate, deboli, e di piantine seminate, tenaci.

Ad un certo punto ho capito che stavamo esagerando, e che non andava bene comprare e trapiantare senza senno. Con le semine, almeno, riuscivamo ad essere precisi, perché prima di comprare controllavamo i periodi di semina (sulla bustina), e prima di seminare controllavamo la luna; la luna è una cosa che ci ha affascinati sin da subito e che volevamo rispettare. Ma con i trapianti compravamo a caso, senza nemmeno sapere se ci trovavamo nella fase lunare giusta per trapiantare. Molto spesso passavamo al vivaio dopo aver fatto la spesa, un’attività odiosa che ci stanca più che zappare l’orto; perciò tornati a casa e messa a posto la spesa e preparato la cena, anche in estate con la luce favorevole fino a tardi, noi voglia di trapiantare non ne avevamo. E il giorno dopo volava senza che noi dedicassimo un solo pensiero alle povere piantine.

Alcune piantine hanno sofferto di questa attesa, e in generale abbiamo notato che le piantine da trapiantare sembrano sempre più deboli di quelle seminate da noi. Dobbiamo specificare però che quelle comprate non erano piantine biologiche (tranne il pomodoro cuore di bue che avrà fatto sì e no quattro pomodori in tutto); mentre i semi, sia comprati sia conservati da ortaggi che abbiamo mangiato, erano più spesso biologici. Inoltre seminavamo molte più piantine di quelle che effettivamente sopravvivevano, quindi: se di 15 seminate ne muoiono 6, e di 6 comprate ne muoiono 6, l’illusione è servita.

Delle piantine comprate non sai mai quanti mesi hanno, e anche se ti fai un’idea in base all’altezza, non è detto che non siano state pompate. Al confronto, gli ortaggi seminati da noi sembravano molto più lenti, quasi ritardati, ma almeno sapevamo sempre con certezza in quale fase della loro crescita si trovavano, e ci preoccupavamo solo se necessario.

Orticello 2017 - Trapianti riusciti
Trapianti riusciti: le piante di zucchine si sono presentate bene sin da subito, dandoci fiori e zucchine a ripetizione.
Piantine comprate e trapiantate nel 2017 in ordine più o meno cronologico.

Finocchi (2016), peperoni, zucchine, cavolo romano, sedano, porri, verza, cavolo nero, altri broccoli e altre bietole. Ma anche basilico, timo (spostato nell’orto), tagete e rosmarino (talea).

Raccolti: a poco a poco, a sorpresa e programmati.

In estate è iniziato il grosso del raccolto di molti ortaggi. Alcuni ci hanno tenuti costantemente sulle spine, come le lattughe, perché non sapevamo mai se sarebbero durate a lungo o no. Altre invece sembravano di casa, felici di essere con noi e di darci da mangiare: ad esempio pomodori e melanzane, gli unici due ortaggi, assieme alle patate, coltivati con successo anche nel 2016 (in realtà le piante di pomodori del 2016 non hanno dato frutto, ma noi li ricordiamo come un successo, perché cresciute son cresciute).

Le patate, a differenza di pomodori e melanzane, quest’anno che le abbiamo “seminate” per tempo, e rispettando le distanze eccetera, erano meno dell’anno scorso, nonostante l’anno scorso ne avessimo seminate troppe in poco spazio. L’anno prossimo torneremo alla semina selvaggia, ma combinata a un accorgimento che quest’anno è stato positivo: l’abbinamento al lino, seminato tutt’attorno per tenere lontani certi insetti cattivi. In ogni caso le patate sono le uniche che si raccolgono in un mese preciso (agosto) e, quando è arrivato il momento, davvero sotto terra abbiamo trovato le patate.

In generale non abbiamo fatto grossi raccolti, sia perché abbiamo raccolto a scalare, ovvero al momento della cena; sia perché alcuni ortaggi non hanno dato grandi risultati, anzi. Fra questi, fagioli e fagiolini attaccati dagli afidi; carote, buonissime ma ne sono nate proprio poche rispetto a quante ne abbiamo seminato; ravanelli, che abbiamo seminato troppo vicini tra loro e non sono cresciuti bene; spinaci, che non sono mai nati. Tutte queste piante hanno in comune il fatto di dover essere seminate direttamente in campo e noi non sappiamo se dare la colpa a uccelli o formiche che rubano i semini o a noi stessi, e perché.

Orticello 2017 - Raccolto, pochi ma buoni
Raccolto, pochi ma buoni: i fagiolini della seconda semina sono stati molto più prolifici, ritentar non nuoce.
Raccolti del 2017 in ordine di soddisfazione crescente.

Non nati o non buoni: spinaci (seconda e terza semina), l’anguria, i meloncini, la zucca a sorpresa.
Pochi e poco buoni: finocchi, sedano, lattughe (prima semina).
Pochini rispetto alle semine ma buoni: piselli, fagiolini e fagioli (entrambi colpiti da afidi), arachidi, primi spinaci, ravanelli.
Non molti ma buonissimi: peperoni, carote, cappuccio, porri.
Soddisfazione totale: pomodori, melanzane, rucola, patate, lattughe (seconda semina), zucchine.

Ortaggi ancora in crescita.

Bietole e broccoli (sia seminati che comprati), cavolo nero e cavolo verza (entrambi colpiti da cocciniglia), cavolo romano (procede bene), radicchio, cipolle (seminate a dicembre).

Conclusioni: non smettere più.

Nonostante tutti i contrattempi, tra cui zanzare e formiche (e afidi), che pretendevano di essere le regine dell’orto, e la grandine di agosto che ha rovinato molte piante di pomodori e molte semine appena fatte; e nonostante gli scarsi raccolti, il nostro orticello del 2017 è stato un enorme successo per noi che avevamo praticamente appena iniziato. È stato bellissimo mangiare quasi ogni sera i nostri ortaggi, e possiamo solo immaginare quanto sarà bello un giorno non dover più comprare la verdura. Il nostro timido orticello è cresciuto folto e rigoglioso nel corso dell’anno e alcune piante si sono rivelate veramente volenterose o tenaci; passare qualche ora così a contatto con la natura durante tutta l’estate mi ha riempita di entusiasmo e di energia e buoni propositi. Io lo voglio rifare!

Orticello 2017 - Folto e rigoglioso
Folto e rigoglioso: diverse piante, tra cui le lattughe, ci hanno dato grandi soddisfazioni.

Programma per il nuovo anno: nuovi ortaggi, e tutti i vecchi.

Ad un certo punto della vita del nostro orticello io ho deciso di metterlo nero su bianco. Non più solo sul mio diario dell’orto in cui annotavo cosa facevo e cosa osservavo, ma un vero e proprio programma con tanto di mappa. Per capire cosa stavamo combinando, e dove volevamo andare e unire le due cose con un doppio nodo, ho iniziato da una semplice lista di tutti gli ortaggi che ci piacciono e, quindi, che vorremmo. Questa lista vale anche per il 2018. La maggior parte delle colture non va ripetuta sullo stesso terreno prima di tre-quattro anni, per non sfruttarlo; è una regola semplice dell’orticoltura biologica, e noi intendiamo rispettarla, ma non è altrettanto semplice far ruotare in poco spazio 27 ortaggi. Non è nemmeno un numero pari!

Nel 2017 l’orticello è stato sempre occupato da qualche pianta, nonostante Alli avesse messo peperoni e zucchine da un’altra parte, nell’orto segreto sperimentale assieme a meloni e arachidi. Nel 2018 la rotazione che ho programmato dovrebbe prevedere proprio tutti i 27 ortaggi, che naturalmente non verranno coltivati tutti nello stesso periodo, ma seguiranno le loro stagioni. In ogni caso sarà un bel da fare: io non vedo l’ora, anche perché questi mesi di inattività sono stati un po’ pesanti, forse perché non li ho passati a fantasticare sull’orto ma a creare questo sito internet. Ora sorrido al solo pensiero che anche quest’anno arriverà la primavera e vedrò sbocciare i fiori spontanei e riempirsi l’ingresso di casa nostra di vasetti-semenzaio.

Orticello 2017 - Programmazione
Programmazione: nell’orto non ci si ferma mai, è un ottimo modo per tenere lontane la noia e la tristezza.
Ortaggi che vorremmo nel 2018, bio se possibile (economicamente).

Bietole, spinaci, radicchio, lattuga, broccolo, cappuccio, cavolo nero, verza, ravanelli, rucola, fagioli, fagiolini, lenticchie, piselli, ceci, aglio, cipolle, porri, carote, finocchi, sedano, melanzane, pomodori, peperoni, patate, zucchine, songino. Inoltre basilico e prezzemolo.

Tabella semine e trapianti
Tabella delle semine e dei trapianti secondo la luna crescente o calante.

In regalo per voi un pdf con la tabella delle semine e dei trapianti secondo la luna calante o crescente.

Se volete una comoda tabella per sapere se seminare in luna crescente o in luna calante, iscrivetevi alle nostre Lettere dall’orto: le spediamo via mail ogni quattordici giorni secondo la luna (logico), e oltre agli approfondimenti sul tema orto (e non solo) riceverete utili pdf gratuiti fatti da me. Entro 24 ore dall’iscrizione e poi ogni 14 giorni.
Se invece siete già iscritte sapete già dove trovare i pdf, saltate pure questo passaggio e andate ai commenti.

17 Commenti

  1. Elle sei straordinaria per come sai far vivere quello che racconti, e sono molto felice per te e Alli! ❤️ Spero davvero che presto possiate passare anche voi in Piedi dal Vivo 😊😀 Comunque, a parte i fagiolini (soprattutto se lessi 🤮) e i pomodori (crudi sì cotti un po’ meno) mi piace tutto quello che avete piantato 🙂

    1. Elle

      Grazie Nico, mi fa piacere che tu abbia vissuto con noi (in questo post) il racconto dell’orto. Un po’ meno che non ti piacciano fagiolini e pomodori… certo, se li chiami “fagiolini lessi” e “pomodori cotti” fanno un effetto un po’ strano anche a me, ma in fondo i pomodori sono buonissimi crudi, perché cuocerli? Infatti noi la passata di pomodoro la compriamo già pronta, e i nostri pomodorini gustosi preferiamo mangiarli sul posto e sul momento 😉 I fagiolini, invece, da quando li facciamo con la fregola o col risotto, piacciono molto di più anche a noi, anzi sono diventati i nostri preferiti dell’orto!

      1. Diego Alligatore

        Vero, confermo che certe verdure, cotte o crude, fatte in modo particolare, prendono un gusto diverso da quello che avevamo in mente. I fagiolini (anche se io li chiamo tegoline), con la fregola sono un cult!

          1. Elle

            Grazie! Per me sono fagiolini, “le tegoline” non mi ha conquistata. Se invece vogliamo parlare di “bagigi” allora, sì, il termine mi ha totalmente rapita, e non li chiamo più “noccioline americane” o “arachidi”.

  2. Eccomi! Finalmente ce l’ho fatta a passare e leggere la vostra esperienza. Intanto complimenti… sei sempre così ordinata, sai che ti invidio l’organizzazione…
    Noi ormai facciamo l’orto da 12 anni: prima di trasferirci a vivere nella nuova casa con l’aiuto di mio padre l’avevamo già allestito. Però ne abbiamo preso veramente possesso un po’ dopo e la comprensione delle dinamiche delle volte ancora ci sfugge. Non c’è un anno uguale all’altro, le variabili in gioco sono davvero molte… però abbiamo capito che spesso a non fare non si sbaglia! Moltissime soddisfazioni ce le hanno date le cose seminate un po’ per prova, un po’ per sfida o anche solo perchè ce le trovavamo in regalo e soprattutto le molte piantine che ora nascono spontaneamente per via del compost autoprodotto e per l’abitudine di non sradicare le piantine, ma lasciare che completino il ciclo vitale. Quindi nascono da soli pomodori, zucche (di vario tipo, alcune edibili, altre no), cavoli, zucchine, patate…
    Buoni esperimenti orticoli e soprattutto buoni pranzi e cene!

    1. Elle

      Eccoti! Anche noi abbiamo notato già alcune variabili: innanzitutto il clima, che in tre anni abbiamo visto cambiare da così a così, senza più una regola. Perciò possiamo aspettarci che una o due stagioni siano, a sorpresa, molto piovose, o viceversa che ci sia caldissimo: nel 2017 ad esempio abbiamo dovuto innaffiare molto più spesso! E come dici tu: a non fare non si sbaglia. Non ho pensato di non sradicare le piantine, ma quasi è successo con le melanzane che alla fine ho tolto… ora che ci penso però… i fagioli e fagiolini della seconda e terza semina sono ancora lì! Bene, saprò dirti cosa succede. A me è successo con le patate, ogni tanto trovo una piantina; e con una lattughina che è finita in mezzo ai fagioli non si sa come! Insomma è anche divertente fare l’orto, nulla a che vedere con l’immagine di fatica sotto il sole 🙂 Anche a voi buoni esperimenti e buone mangiate!

  3. Siete eccezionali ragazzi!
    Ally, anche il tuo pollice è diventato verde?
    Non so cosa darei per ritrovare il sapore dei pomodori greci e quelli spagnoli che mangiai anni fa a Talavera de la Rejna, a ‘sgrugno, senza sale .
    Ma i vostri prodotti, si trovano da qualche parte o magari li spedite?

    Cristiana

    1. Elle

      Ecco, io i nostri pomodori li ho mangiati così, caldi di sole, appena raccolti 🙂 Grazie Cristiana! Per ora il nostro è un orticello familiare, chissà se un giorno faremo anche noi i cesti con i nostri ortaggi biologici… sarebbe bello, e allora, be’, ti faremo sapere. A presto!
      Ps. Alli ha sempre avuto un pollice verde, era solo dormiente.

    1. Elle

      Sì, è impegnativo, ma siamo fiduciosi che, muovendoci per tempo, riusciremo a fare tutto. Gennaio intanto è il mese della programmazione, a febbraio distribuiremo i compiti 😉 Il riassunto dell’anno scorso dà la carica e l’indirizzo da seguire anche a noi! Grazie Anna, buona coltivazione a te, se non di orto, della tua passione.

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