Quando le piantine sono grandi devono andare a vivere da sole.

In primavera, oltre alle semine di primavera, iniziano anche i primi trapianti degli ortaggi seminati in semenzaio. Non sempre va tutto secondo il manuale, a meno che tu non abbia un semenzaio riscaldato (ne avevamo parlato nella Lettera del 2 marzo, ricordi?); infatti può succedere che il tempo in primavera sia ancora troppo freddo e le piantine stentino a crescere, cosicché anche i travasi e i trapianti slittano più avanti, verso l’estate. A noi quest’anno è successo così.

C’è quindi un alternarsi fra semine e trapianti in primavera, e fra trapianti e raccolto in estate, in modo che nell’orto non ci sia mai da annoiarsi! Per questo motivo il consiglio è sempre, se stai iniziando, di non esagerare coi tipi di ortaggi. Se però vuoi coltivare più ortaggi, fra l’uno e l’altro devi preparare il terreno in modo che abbia il nutrimento giusto per le esigenze del secondo ortaggio, rispetto ai consumi del primo. Vediamo tutto nel dettaglio oggi.

Pomodori datterini: le piantine sono grandi
Pomodori diradati, ancora piccoli per il trapianto definitivo.

Diradamento o ripicchettatura.

I soliti paroloni. Di diradamento avevo già scritto a proposito delle semine, e “ripicchettare” è la stessa cosa, cioè: separare le piantine nate troppo vicine, e ripiantarle alla distanza giusta o in vasetti singoli più grandi. Per la semina infatti puoi usare cassettine in cui seminare tanti semi tutti assieme, a spaglio; oppure vasetti singoli, piccoli, in cui mettere più semini. Io ho sempre cercato di evitare questi diradamenti perché ho come l’impressione di uccidere le piantine, ma quest’anno mi sono concentrata e, soprattutto, mi sono imposta di aspettare. Viene fretta, sai? Quando vedi le piantine crescere e vorresti subito metterle in campo! Ma bisogna aspettare che siano abbastanza grandi.

Se coltivi in balcone, quindi nei vasi, i passaggi sono simili, ma in vaso:

  1. semini nelle cassettine a spaglio oppure nei vasetti due-tre semini per volta (vasetti dello yogurt, per esempio);

  2. diradi le piantine piccole, che abbiano però almeno quattro foglioline, e le separi: una in ogni vasetto; il vasetto deve essere un po’ più grande dei primi vasetti (come una bottiglia d’acqua da due litri, divisa in due, per esempio, ma anche più grande);

  3. travasi le piantine ormai grandi, alte circa venti centimetri e con molte più foglie (due o tre piani di foglie, si chiamano “palchi di foglie”), nel loro vaso definitivo: tondo di circa 30 cm di diametro, oppure rettangolare, dove puoi mettere due piantine assieme, alle due estremità.

I cetrioli: le piantine sono grandi
I cetrioli si sporgono verso la luce e sembrano dire: voglio andarmene da questo vasetto!

Travaso e trapianto.

Se coltivi in campo, o in un’aiuola in giardino, invece, i vasi ci sono solo nei primi due passaggi, mentre il terzo diventa:

trapianti le piantine ormai grandi nell’aiuola definitiva, rispettando le distanze tra le file e sulla fila (secondo la tabella che hai a disposizione nell’orto segreto).

Di solito le aiuole sono larghe circa un metro, quindi ci stanno due file di ortaggi a 50, 60, 70 cm l’una dall’altra, dipende dall’ortaggio (vedi tabella); anche su una stessa fila, però, gli ortaggi devono stare distanziati, per avere ognuno la stessa dose di terra e aria e non disturbarsi a vicenda. Anche in questo caso la distanza dipende dal tipo di ortaggio. Per esempio in un’aiuola di un metro per un metro ci sta solo una zucca, massimo due se le trapianti in diagonale! Ma se semini lattughine a spaglio, puoi tappezzare l’aiuola.
Naturalmente, gli ortaggi da seminare direttamente a dimora (campo o vaso definitivo) non subiscono tutti questi traslochi; li semini e poi non li tocchi più, quindi la distanza di trapianto diventa distanza di semina, ma è la stessa distanza che dipende dall’ortaggio e dalle sue dimensioni quando sarà grande. Ecco perché la zucca ha distanze di semina e/o trapianto così grandi!

Le bietole: le piantine sono grandi
Le piantine di bietole sono grandi, finalmente, dopo mesi dalla semina.

Diradamento e trapianto sono diversi.

Una differenza importante tra diradamento e trapianto è questa: nel diradamento devi fare una scelta, ed eliminare del tutto le piantine che sembrano deboli; e può capitare che qualche piantina travasata non superi la notte. Addirittura si può seminare in campo a spaglio o con più semi per buchetta, e poi separare le piantine nate; lasci al suo posto quella più grande, ed elimini le altre. Nel trapianto invece non devi scegliere, perché tutte le piantine sono grandi, tutte sane, tutte da tenere.

Inoltre quando diradi e travasi nel secondo vasetto le tue piantine, non serve che metti un sostegno agli ortaggi che lo richiedono, come pomodori o cetrioli. In questa fase della loro crescita, infatti, le piantine sono grandi, ma riescono a reggersi ancora da sole. Più avanti, quando trapianterai a dimora, dovrai mettere anche i sostegni; sono canne o bastoncini a cui legare le piantine con un cordino, senza stringere troppo. Le piantine così sostenute non crescono storte o ingarbugliate (le piante fanno anche questo); né si accasciano sotto il loro stesso peso quando saranno cariche di frutti.

Dall’una all’altra fase, cambia anche la necessità di nutrimento, e la scelta del tipo di compost da aggiungere alla tua terra. Ti rimando al post Come e quando interrare il compost, dove spiego come preparare il terreno a seconda della stagione e della fase della coltivazione (semina o trapianto).

Orto di maggio: zucche
Le zucche sono cresciute a dismisura, alcune incuranti dei vasetti minuscoli.

Le piantine sono grandi, ma hanno ancora bisogno di te.

Lunedì prossimo ti spiego di preciso quando, e anche come, travasare o trapiantare le tue piantine di ortaggi. Nella prossime Lettere invece, oltre alle semine di giugno e luglio riceverai anche un approfondimento che ti tornerà utile per prenderti cura delle tue piantine in estate.

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Ma intanto dicci: tu hai già fatto qualche trapianto? Coltivi in campo o sul balcone?

4 Commenti

  1. Diego Alligatore

    Il trapianto di questi giorni è stato bello impegnativo, ma alla fine ci ha dato molta soddisfazione vedere le nostre piantine finalmente in campo, libere di crescere … è come fosse partita qualcosa, forse l’estate. Speriamo 😉

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