In palude con She Owl.

She owl, Drifters ep, 2017
She owl, Drifters ep, 2017.

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE psych-folk/dream-pop
DOVE ASCOLTARLO su soundcloud o su bandcamp
LABEL Bekassine Records / Broken Toys / Rockers Die Younger
PARTICOLARITÀ ep, vinile 10’’ a 45rpm
SITO She Owl
CITTÀ: composto tra San Francisco e Lipsia
DATA DI USCITA 6 ottobre 2017

L’INTERVISTA

Come è nato Drifters ep?

In viaggio, tra un concerto e un trasloco: da quando è uscito Animal Eye abbiamo traslocato almeno sette volte e siamo stati in tour per la maggior parte del tempo. Come al solito, abbiamo collaudato le canzoni dal vivo e abbiamo registrato le prove, ma al momento della registrazione abbiamo concesso molta più libertà all’iniziativa di George S. Rosenthal (produttore e multistrumentista, proprietario del ComplexSF studio a San Francisco). È la prima volta che She Owl ha un co-produttore, e il risultato ci ha sbalordito … positivamente!

Perché un ep?

È un momento di transizione per noi, stiamo crescendo a suon di concerti e vogliamo gettare un ponte tra quello che siamo stati finora e il prossimo album intero, ma vogliamo che sia un ponte solido, e che si avverta la crescita. Per registrare gli album precedenti eravamo entrati in studio con le idee chiare e senza ripensamenti, e ci siamo rispecchiati nel risultato. Per le canzoni di Drifters, pur avendo la nostra versione dei brani in testa, volevamo tentare insieme a George diverse soluzioni strumentali e vocali, appassionandoci a far crescere le canzoni in direzioni diverse, per poi scegliere un suono omogeneo e riproducibile dal vivo. Questo richiede più tempo, dunque abbiamo registrato meno canzoni.

Come è stata la genesi di Drifters, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Dal novembre 2015 in poi, durante il tour per Animal Eye, abbiamo vissuto molto da vicino l’ondata di terrore che, da Parigi a Bruxelles, da Londra a Barcellona ci ha accompagnato nei nostri viaggi come una nuvola minacciosa. Prima e dopo i concerti abbiamo parlato con persone di diverse età e diversi paesi e ci siamo fatti un’idea quanto più lontana dal filtro di giornali e media facilmente censurabili. Qualcosa nel mondo occidentale è ormai irrimediabilmente cambiato, la realtà che conoscevamo è sempre più virtuale mentre i nostri sensi – tra cui quello del pericolo – sono ingannati e storditi.

I testi di Drifters parlano dei pericoli che viviamo e soprattutto dei pericoli che ci aspettano in ogni momento, appena dietro l’angolo di una quotidianità che cerchiamo con tutte le forze ma che non c’è più. Esserne consapevoli sembra doloroso ma concede una speranza al nostro futuro. L’atmosfera delle canzoni è quella di un sogno, surreale ma intensa: il sogno non è un mezzo di evasione, di distacco dal mondo, ma un mezzo per comprendere e, al risveglio, trascendere. Ogni album di She Owl è accompagnato da una citazione. Per Drifters abbiamo scelto un frammento di Novalis: “Siamo vicini al risveglio quando sogniamo che stiamo sognando”.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

È sera nel quartiere di Soma (South of Market): usciamo dallo studio con in mano il mix finale delle quattro canzoni: stanchi, soddisfatti e affamatissimi. L’autobus è affollato e in pochi secondi ci ritroviamo ad una distanza di 3, 4 persone l’uno dall’altra. Si chiudono le porte. Quasi contemporaneamente scoppia una rissa in fondo al veicolo: ragazzi giovani, uno di loro sembra avere un coltello. L’autista sembra spaventato e ipnotizzato al contempo, non accenna a partire ma non apre nemmeno le porte, e continua a ripetere “Stop it, stop it” come un disco incantato. Jolanda è la più vicina a lui, e le urla “Open the door!” un paio di volte; finalmente l’autista si riprende e più di metà dei passeggeri esce dall’autobus, una signora gli si mette di fronte e chiama la polizia, mentre noi ci allontaniamo. Da quello che siamo riusciti a vedere nessuno ha ferito nessuno.

Se questo ep fosse un concept-album su cosa sarebbe? Potrebbe esserlo?

Queste canzoni raccontano sicuramente una storia, ma soprattutto sono la colonna sonora di un sogno surreale a metà strada tra David Lynch e Magritte. Un sogno ulteriore è quello di realizzare un film o un corto ispirato a Drifters, e per ora non diciamo altro.

C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Drifters ep? Che vi piace di più fare live?

Personalmente ci piacciono tutte le canzoni, finora sono state preferite ad una ad una, a seconda della giornata. Le porteremo un po’ in giro e poi vediamo come se la cavano in concerto.

Come è stato a livello produttivo fare il cd? Mi sembra ci siano nomi già coinvolti nel progetto She Owl.

È sempre un piacere lavorare con George S. Rosenthal, lui ci ha seguito dall’inizio e del suo orecchio ci possiamo fidare ciecamente (come dire… sordamente?) e Roberta Cartisano (musicista italiana che vi consigliamo caldamente di ascoltare: www.killingcartisano.com) al basso, immancabile nei lavori di She Owl. Le persone con cui lavoriamo dal 2013 in USA, Germania e Francia sono rimaste al nostro fianco e cresciute con noi. Da italiani, tendiamo a trasformare tutto in una grande famiglia allargata e crediamo che questo abbia fatto la differenza nelle nostre collaborazioni.

Copertina molto affascinante, come tutto il progetto grafico. Come è stato pensato e realizzato? Da voi direttamente, se non sbaglio.

Innanzitutto Jolanda ha fatto un sogno, che abbiamo cercato di catturare in quattro fotografie. Ne abbiamo parlato con diversi fotografi e alla fine George ha proposto Felicia Wong e la sua Mamiya RZ67. Le immagini possono essere utilizzate come porte per entrare nelle canzoni.

She owl, Drifters ep, 2017
She Owl in formazione.

Come presentate dal vivo Drifters ep?

Noi She Owl siamo in due, e da oggi a dicembre suoneremo una quarantina di concerti in Germania, Francia, Olanda, Italia, Repubblica Ceca.
In Italia:
14 Dicembre, 2017 TBA, Asti
15 Dicembre, 2017 Ex Cinema Aurora, Livorno
16 Dicembre, 2017 CdP Progresso, Firenze
17 Dicembre, 2017 Efesto, Bologna

Altro da dichiarare?

Parafrasando David Lynch: i Gufi non sono quello che sembrano… ma neanche gli Alligatori!

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