In palude con La Metralli.

La Metralli, Lanimante, 2017
La Metralli, Lanimante, 2017.

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE – Canzone d’autore, alt rock, elettronica (oblique pop ha detto qualcuno, mah !)
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) su soundcloud, su spotify
LABEL autoprodotto
PARTICOLARITÀ la bellezza salverà il mondo mentre l’ironia ci salverò dal mondo
SITO FB La Metralli facebook
CITTÀ Bologna
DATA DI USCITA 15 settembre 2017

L’INTERVISTA

Come è nato Lanimante?

È nato negli ultimi due anni e mezzo. Ellittica è stato il primo brano a fondare la nuova sonorità di questo album. Il primo brano anche a voler nascere così, fottendosene di come erano stati gli altri. Nello stesso periodo un noto produttore italiano si interessò a noi. Questo è stata una spinta incredibile, sarebbe ipocrita non dirlo. Sembrava gli piacesse molto il progetto e chiudemmo i primi due brani facendo una prima versione del video di Ellittica.
Poi abbiamo aspettato e mentre aspettavamo, crescevano all’ombra o alla speranza di quest’attesa gli altri brani. Con quel produttore a distanza di due anni non se ne fece nulla, eravamo troppo particolari e questa era una nota negativa dal suo punto di vista per il mercato italiano.

Per nostra fortuna eravamo talmente entusiasti noi del materiale che prendeva corpo e provavamo piacere a suonarlo da subito nei live (La Metralli suona Lanimante dal 2015 circa in live) che ci siamo ritrovati con una bella manciata di brani tra le mani e abbiamo a quel punto deciso di fare un album. Un album molto diverso per alcuni versi, più omogeneo, meno intimista e decisamente più lucido.

Perché questo titolo? Cosa significa?

Perché Lanimante è una creatura in via d’estinzione o già estinta. Come l’”essere umano” o i dischi stessi. Siamo tutti come Lanimante, animali che amano l’anima delle cose e che stanno scomparendo, ma non vogliamo riconoscerlo, dirlo e ora sempre di più saperlo ! Fa troppo male. La nostra società contemporanea è terrorizzata dalla vita, non dalla morte! Tutti abbiamo paura del Lanimante. Nella misura in cui abbiamo paura di noi stessi, di quel vuoto che ci abita e di quella meravigliosa e inquieta umanità che è sempre più difficile esprimere ai giorni nostri.

Come è stata la genesi del cd, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

L’amore ci ha guidato, l’amore e la fame, la fame di bellezza e un po’ anche di serenità. Abbiamo iniziato con le pre-produzioni che è diventato il nostro modo di lavorare più funzionale; soprattutto perché ci permette di arrivare in sala d’incisione preparati e con le idee chiare. Ci permette anche di usare il materiale già lavorato durante le fasi di mix.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

Un giorno abbiamo registrato di nascosto una conversazione telefonica in cui io, Marcella e Davide parlavamo a Cesare. Solo per divertirci con le nostre e la sua voce. Per cui in diretta effettuavamo il suono della conversazione. Per caso Davide l’aveva registrata su una traccia di pre-produzione di Capovolto. Un giorno riaprendo il progetto e riascoltando il brano è saltata fuori questa roba fighissima che suonava benissimo nelle strofe del brano… Dopo un anno abbiamo deciso di mixare Capovolto con quella traccia. Naturalmente Cesare non sa ancora niente!!!!

Se questo cd fosse un concept-album su cosa sarebbe? Tolgo il fosse?

Non so se è un concept-album. I brani sono slegati tra loro nel tema che affrontano e alcuni hanno sonorità molto diverse. Sicuramente ritornano alcuni temi come l’importanza di rimanere umani, e coraggiosamente se stessi, l’idea che indignarsi è sinonimo di civiltà, rimanere fragili è sinonimo di forza. C’è una voce più sociale e pubblica non solo intimista in questo disco.

C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri di Lanimante? Che vi piace di più fare live?

Ellittica, Un altro spritz (perché coinvolgiamo il pubblico a cantare), Urlando i muri (brano sull’omofobia) per la sua vena fortemente rock come mai era stata La Metralli; Tigri e serpenti a me è molto cara, perché mi riguarda personalmente.

Come è stato a livello produttivo fare il cd? I soliti amici? ABuzzSupeme, Bombanella.

Gli amici sono quelli con cui ami fare le cose. Se poi questi amici sono professionalmente preparati, seri e competenti, la cosa prende un’altra piega ancora, che dura nel tempo e fonda una metodologia di lavoro basata sulla fiducia e la stima.
Già da Qualche grammo di gravità abbiamo cominciato ad usare la tecnica della pre-produzione come strumento di grande efficacia. Per due anni abbiamo lavorato all’idea compositiva, all’arrangiamento, allo stile e al sound dei brani. Arrivando in sala d’incisione con le idee molto chiare e usando poi alcune parti della pre-produzione dentro il mix finale. I brani così si stratificano nel tempo come una roccia o un minerale di cui ogni strato racconta un momento della sua formazione.
Penso anche che ci vogliono risorse per stare un mese o anche solo due settimane in sala d’incisione e costruire lì le cose, ragionare sulle idee in studio. È una roba molto anni 90 o da musicisti arrivati. Noi siamo tremendamente poveri! Poi quasi ognuno di noi nel gruppo ha un’attrezzatura professionale per produrre delle ottime pre-produzioni. Naturalmente lavorare con un ingegnere del suono esterno al gruppo ha il vantaggio della grande qualità e dell’arricchimento di quello che si sta facendo.

Molto bella la copertina e tutto l’artwork, da fumetto d’autore senza tempi. Come è nata? Chi è l’autore di tutto questo ben di dio?

La nostra Sara Garagnani… lascio la parola a lei.
I disegni di Lanimante sono nati dal caos, da successivi spiazzamenti, dal coacervo di esclamazioni e aggettivi con priorità imprevedibile in funzione dell’ora e del giorno della settimana che via via mi sono stati appoggiati sul comodino. Così, assieme a quelli stampati, ne sono stati prodotti altri di disegni, completamente diversi. Per un attimo avevo pensato di usarli nel booklet dell’album, anzi di farne l’inizio di un libro e di chiedere ad altri illustratori di segnare la loro visione del Lanimante, viste quante immagini di ogni tipo sono venute a me.

Tra le idee che ho proposto La Metralli ha scelto qualcos’altro. Ha scelto l’orlo della domanda. La persona raffigurata ha un buco aperto a incontrare il mondo e si espone a quel che è e a quel che viene: è disposta a restare in ascolto e a vedere ciò che è possibile in un orizzonte pieno e informe. L’apertura è nel petto, è centrale, è definitiva. Nel booklet che accompagna il CD le parole che compongono le canzoni le ascoltano; e si posizionano tra loro nello spazio in funzione della musica. Qualcosa in quello spazio compare, un astronauta, un cinghiale arcaico o un dormiente. Nel momento in cui lo fa è chiaro che è il transito tra le realtà, l’ultimo ricordo prima di svegliarsi.
Ecco, ciò che ho cercato di disegnare… Più di ogni altra cosa per me Lanimante è chi ora è capace di restare sveglio, a pelle, disponibile.

La Metralli, Lanimante, 2017
Il gruppo La Metralli.

Come presenterà La Metralli Lanimante dal vivo?

Quando possiamo e l’economia ce lo permette chiediamo a Fabio Fiandrini, nostro collaboratore video-live di proiettare la parte visiva appositamente costruita da lui per il nostro live e per questo album. I suoi montaggi video strepitosi, artistici costruiti su ognuno dei brani dell’album. Purtroppo non sempre viene con noi, ma quando è presente il live diventa un vero e proprio spettacolo!!!

Altro da dichiarare?

Ti vogliamo bene Alligatore e vorremmo vederti, sapere che faccia hai!!!

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