Un anno al cinema… il 2017.

Scena da La ruota delle meraviglie di Woody Allen, 2017
Scena da La ruota delle meraviglie di Woody Allen, 2017

Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena trascorso. Ben 43 film gustati rigorosamente nella buia sala cinematografia, l’unica adatta a mostrare il Cinema. Dico questo, avendo visto nel periodo delle feste dei film sul piccolo schermo, per me veramente piccolo: un film come il Cigno nero, per esempio, rivisto in tv qualche giorno fa, mi è sembrata la brutta copia del gran capolavoro goduto al cine qualche anno fa. C’è un appiattirsi, un banalizzare le questioni, che non riguarda solo la grandezza dello schermo, non è una questione estetica, voglio dire, c’è per me un ridimensionamento qualitativo troppo marcato. Detto questo, passo brevemente all’analisi dei film del 2017.

Per me c’è un trionfatore, ha più di ottant’anni e vive a Manhattan. È Woody Allen, che con La ruota delle meraviglie ha fatto una pellicola stupenda, d’altri tempi, con una Winslet strepitosa (questo, per me, è il ruolo della sua vita), a recitare un testo fortemente teatrale, però perfetto anche per il cinema (e tutto il cast le ruota attorno a meraviglia). Mi fa piacere sia rimasto in cartellone a lungo, se non l’avete visto, volate subito al cinema.
Altri film del 2017 indimenticabili sono La La Land del giovane talento Damien Chazelle (meritatissime le lodi avute da questa pellicola), Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan (avrebbe meritato più Oscar), Il cliente di Asghar Farhadi. Ottime conferme per cineasti storici quali Aki Kaurismaki, Kusturica, Verhoeven, Paolo e Vittorio Taviani, Michael Haneke, Pablo Larrain, e per i divi alla regia Warren Beatty e George Clooney. Ozpetek mi è piaciuto molto con Napoli velata (c’è un ritorno alla vibra dei primi film), mentre meno bello è stato per me Rosso Istanbul.

Tra le sorprese Le cose che verranno di Mia Hansen Love (non solo per la sempre eccellente Isabelle Huppert), Libere, disobbedienti, innamorate di Maysaloun Hamoud (nonostante lo stupido titolo dei soliti distributori italici), The Square di Ruben Ostlund (tanto spiazzante, quanto geniale). Belli, molto belli ma purtroppo poco visti Una donna fantastica di Sebastian Lelio e La battaglia dei sessi di Jonathan Dayton e Valerie Faris, che racconta una storia di tennis anni ’70 a me sconosciuta (meno interessante, sempre sul tennis del passato, Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen). Di Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan e The Place di Genovese ho già scritto sperticandomi in lodi … il resto, lo trovate sotto, con i relativi voti. Se il film è arancione cliccateci sopra, finirete su qualcosa scritto da me relativo alla pellicola.

Film del 2017:

1. Il cliente di Asghar Farhadi 8,5
2. Funne di Katia Bernardi 8
3. La La Land di Damien Chazelle 8,5
4. Jackie di Pablo Larrain 7,5
5. The Founder di John Lee Hancock 8
6. Il medico di campagna di Thomas Lilti 7
7. Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek 6
8. Il diritto di contare di Theodore Melfi 6
9. Slam – Tutto per un ragazza di Andrea Molaioli 7,5
10. Elle di Paul Verhoeven 8
11. Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan 8,5
12. L’altro volto della speranza di Aki Kaurismaki 8,5
13. Lasciati andare di Francesco Amato 6,5
14. Moonlight di Barry Jenkins 7,5
15. Le cose che verranno di Mia Hansen Love 9
16. Manhattan di Woody Allen 8,5
17. Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni 6/7
18. Personal Shopper di Olivier Assayas 7,5
19. Fortunata di Sergio Castellitto 6/7
20. On the Milky Road – Sulla Via Lattea di Emir Kusturica 8,5
21. Mal di pietre di Nicole Garcia 7
22. L’eccezione alla regola di Warren Beatty 7,5
23. Arrival di Denis Villenueve 7,5
24. Fratello dove sei? dei Fratelli Coen 8
25. Libere, disobbedienti, innamorate di Maysaloun Hamoud 8,5
26. Atomica bionda di David Leitch 6,5
27. Dunkirk di Cristhoper Nolan 7,5
28. L’equilibrio di Vincenzo Marra 7,5
29. L’inganno di Sofia Coppola 7,5
30. Ferrante Fever di Giacomo Durzi 8
31. L’altra metà della storia di Ritesh Batra 7,5
32. Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan 8,5
33. Una donna fantastica di Sebastian Lelio 8,5
34. La battaglia dei sessi di Jonathan Dayton e Valerie Faris 8,5
35. Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani 8
36. Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen 7
37. The Place di Paolo Genovese 9
38. Happy End di Michael Haneke 8,5
39. The Square di Ruben Ostlund 9
40. Suburbicon di George Clooney 8
41. La ruota delle meraviglie di Woody Allen 10
42. Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh 6
43. Napoli velata di Ferzan Ozpetek 8

7 Commenti

  1. indubbiamente le scelte cinematografiche come le musicali e quindi tutte le arstiche sono frutto del nostro gusto personale , ma molte delle tue pellicole mi sono sembrate eccellenti e da non perdere.
    Quindi ” take a looK” e andiamo…

    1. Diego Alligatore

      Anche qui concordo in pieno con quanto scrivi: i gusti sono gusti, ma sicuramente ognuno che passerà qui, troverà, tra i 43 film visti, i suoi preferiti, concordando o dissentendo con il mio voto o con la mia intro …
      Quindi ” take a looK” e andiamo…

  2. Ne ho visti pochissimi perché col cinema sono sfigata come al solito, ma Dunkirk mi è piaciuto tantissimo, e mi è piaciuto anche Il diritto di contare. Il 2018 l’ho cominciato con The Shape of Water, che è piaciuto a tutti ma a me mica tanto, non c’è paragone con Il labirinto del fauno, qui secondo me Del Toro voleva troppo imitare Wes Anderson.

    1. Diego Alligatore

      Sì, Dunkirk è molto coinvolgente, fatto bene, come del resto Il diritto di contare, anche se mi è sembrato di impianto troppo tradizionale, pur essendo meritorio nelle tematiche espresse e nella storia raccontata. Del Toro mi piace molto, spero di vederlo presto.

    1. Diego Alligatore

      Grazie anche da parte di Elle (in particolare di Elle, che ha lavorato molto più di me a questo blog), il precedente commento, come questo, ho dovuto approvarlo, per ora qui nell’Orto c’è l’approvazione dei commenti …

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